Ore 18.30 celebrazione eucaristica presieduta dal nostro arcivescovo Francesco Alfano;
a seguire Processione con la partecipazione delle confraternite e arciconfraternite della diocesi Sorrento/Castellammare di Stabia. Partenza dal campetto sportivo adiacente la confraternita si percorrerà: Via dei Platani, Via Cavone, Corso Italia, Via Mortora e rientro nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Galatea in Mortora.
Ebbene sì, è terminato il tempo dell'attesa... Sono passati meno di due mesi con quel vuoto sull'Altare e ogni volta che si entrava in Congrega si avvertiva la Sua mancanza, l'assenza del suo sguardo rivolto a noi... Ora che la nostra Annunciazione è stata restaurata ed è tornata a casa abbiamo pensato ad un momento tutto nostro per poterla contemplare in tutta la sua bellezza. Questa sera, venerdi 12 agosto, alle ore 21,00, in Congrega, ci guiderà in un momento di preghiera don Salvatore Iaccarino. Domenica 14 agosto Santa Messa Solenne di ringraziamento e ricollocazione del quadro nella sua nicchia. Cerchiamo di non mancare a questi momenti di grazia cosi importanti per la nostra confraternita. Buona giornata! Il Priore, Giuseppe Cuccaro
(dal profilo Facebook dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata)
Si apre la Settimana Santa, la nostra settimana, quella delle nostre belle tradizioni che ci conducono alla nostra Pasqua che è il Venerdì di Parasceve. Ancora una volta ci ritroveremo lì ad attendere sotto la luna piena primaverile l’uscita degli incappucciati. “La notte è quieta senza rumore, c'è solo il suono che fa il silenzio” “il buio ha preso con se le palme, sembra che il giorno non sia esistito…” questa è la notte che è solo nostra, solo di chi l’ha vissuta sin da piccolo, di chi sa che significa assaporare l’odore di incenso misto a quello dei fiori di arancio e delle pastiere che si stanno cuocendo nei forni, di chi in questa notte magica attende al bordo della via l’apparire in lontananza della luce fioca e tremula dei lampioni che anticipano il giungere del suono dei tamburi. Una notte, quella del Venerdì Santo in cui “sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato…”, uguale da secoli ed uguale per secoli a testimoniare chi siamo, le nostre radici, la nostra identità che non puo’ essere in altro posto che sotto quei cappucci che furono indossati dai nostri genitori, dai nostri nonni, dai nostri avi la cui memoria si è persa nella notte dei tempi e che saranno gli stessi cappucci che indosseranno i nostri figli ed i figli dei nostri figli come un simbolico testimone di appartenenza ad una storia.
Come una sola famiglia seguiremo quegli incappucciati, rossi, neri o bianchi, li seguiremo sino a quando “La notte,.... sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato” in una fredda alba crepuscolare, li seguiremo perchè loro da secoli portano le nostre domande senza risposta, le portano all’instancabile sentinella a cui con insistenza chiediamo da sempre “Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell” ("Sentinella, quando finisce la notte? Dimmi, quanto manca all'alba?”) ma la sentinella da secoli non ci risponde semplicemente ci dice che “io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, tornate ancora se lo volete, non vi stancate…” e loro, i nostri incappucciati, ritorneranno perchè importante non è la risposta ma la caparbietà nel domandare, perchè la notte fatta di violenze, soprusi, ingiustizie sta per finire ma il nuovo giorno ancora non è qui e quindi i nostri incappucciati dovranno uscire di nuovo l’anno venturo, il secolo venturo, il millennio venturo per portare instancabili alla sentinella i nostri dubbi e il nostro desiderio di giorni migliori consapevoli che la risposta è già nella richiesta anzi la risposta è la voglia di tornare a chiedere. Ed anche tra molti anni troveranno ad attenderli, ad accompagnargli nel loro eterno cammino, la loro gente nella notte di luna piena che apre la primavera, li troveranno sul sagrato, sulle vie a testimoniare un’appartenenza ad una comunità, testimoni forse inconsapevoli di una storia fatta di odori, suoni ed emozioni che altri hanno scritto prima di loro per secoli e secoli e che altri continueranno a scrivere negli anni a venire. Questa è la magia segreta di una notte unica, la nostra notte, la notte degli incappucciati!